Francesco  D’Alpa
   Pena di morte. 
L’infortunio teologico di Papa Francesco

    ISBN  978-88-95357-12-6

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Con la pubblicazione, su L’Osservatore Romano del 3 agosto 2018, del Rescritto dell’articolo 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica (in riforma di quello presente nell’edizione del 1997) Papa Francesco sembra aver messo in atto uno dei maggiori cambiamenti dottrinari nella storia della Chiesa: la modifica della catechesi sulla pena di morte.

Fino ad oggi, infatti, le legislazioni ed i governanti (anche se ispirati dalla fede cattolica) potevano ritenersi autorizzati a comminare la pena di morte nei confronti dei colpevoli di certi gravi crimini (in pratica quasi solo l’omicidio) in obbedienza alle leggi del proprio paese ed a seguito di un regolare processo.

Secondo Francesco questo tradizionale consenso non è più ammissibile; non vi sarebbe più motivo di mantenere tale istituto giudiziario, in base alla superiore riconosciuta esigenza (frutto dello ‘spirito dei tempi’, di una nuova coscienza morale) di tutelare in ogni caso la dignità della persona, alle nuove possibilità di impedire al reo la reiterazione del crimine, e per garantirgli una possibilità riabilitativa.

Per quanto imponente nel suo scopo, tale presa di posizione non è tuttavia supportata da una solenne definizione ‘ex cathedra’, né viene fatta rientrare fra gli atti ufficiali del pontificato o in quelli del Magistero Universale.

Questo saggio sintetizza il dibattito in rete e sui media immediatamente successivo alla decisione papale, analizzandone le contraddizioni, senza proporre un personale punto di vista.



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