Iridologia

Tecnica di indagine diagnostica, basata sulla osservazione dell'iride, ideata da Ignazio Von Peczely, medico omeopata ungherese, nato nel 1826, che pubblicò nel 1880 il suo primo testo intitolato "Introduzione allo studio della diagnosi attraverso gli occhi", e nel 1886 il primo schema di topografia dell'iride. Le ricerche di Von Peczely erano partite da alcune osservazioni personali assolutamente aneddotiche, una delle quali risalente addirittura alla sua infanzia.

La teoria che l'occhio "è lo specchio del corpo", certamente a carattere filosofico e simbolico piuttosto che pratica, ha sempre fatto un certo numero di proseliti, tutti in qualche modo sostenitori di altre fra le cosiddette medicine alternative (naturopati, omeopati, agopunturisti e chiropratici), mentre è sempre stata rifiutata dalla medicina scientifica, in quanto assolutamente insostenibile dal punto di vista anatomo-fisiologico e carente di convalide dal punto di vista operativo.

L'idea di base della iridologia è che in ciascuna delle due iridi esiste una rappresentazione topografica delle varie parti del corpo, e che in presenza di una anomalia di un qualche organo la corrispondente zona dell'iride manifesta delle alterazioni caratteristiche (ad esempio: variazioni nella trama o nel colore, comparsa di macchie). Le informazioni desumibili dall'esame dell'iride riguarderebbero comunque soltanto l'organo colpito e non il tipo di malattia, che va diagnosticato in altro modo. In questo, l'iridologia ha molti punti in comune con altre medicine alternative che propongono simili schematismi corporei (ad esempio l'auricoloterapia e la chiropratica).

Sull'iride resterebbero impresse le tracce di tutte le malattie pregresse, e sarebbe possibile cogliere perfino i segni della predisposizioni ad ammalare dei singoli organi; tale assunto giustifica, agli occhi degli iridologi, un trattamento preventivo di possibili malattie, non svelabili con le comuni indagini strumentali o di laboratorio, oppure perfino non inquadrabili negli schemi della medicina scientifica, e che comunque potrebbero manifestarsi e svilupparsi anche a distanza di decenni.

Nella medicina scientifica è noto da tempo immemorabile che in varie malattie si osservano variazioni della struttura o della colorazione delle parti dell'occhio, ma non vi è né vi potrebbe essere alcuna distribuzione topografica di tali anomalie, non esistendo una rete di fibre nervose che possa supportare tali corrispondenze ipotetiche. E l'iridologia non è mai stata in grado di fornire alcuna spiegazione su come potrebbero attivarsi questi collegamenti.

Secondo gli iridologi in questa rappresentazione dei disordini e delle malattie, è insito una finalismo autodiagnostico: teoria assolutamente insostenibile sul piano pratico; inoltre non si comprende quale beneficio si potrebbe avere a conoscere quale organo è ammalato, se poi non possiamo avere alcuna informazione sulla specifica malattia. Ancora più arduo sostenere una presunta capacità prognostica o preventiva della tecnica.

Molte affermazioni iridologiche sono semplicemente assurde e fuorvianti, come quella che vede nei portatori di occhi chiari, in particolare quelli azzurri, la presenza di uno stato di salute ottimale.

Nonostante il grande numero di osservazioni cliniche pubblicate, l'iridologia resta una pratica assolutamente aneddotica, basata essenzialmente sulla fede nelle capacità diagnostiche del singolo operatore; gli iridologi stessi non sanno spiegare, se non sulla base di una evidenza del tutto soggettiva, la bontà delle loro idee. Infatti, in tutti i casi in cui hanno accettato di sottoporsi a degli studi in cieco, la loro presunta capacità diagnostica è stata ampiamente sconfessata.

Attualmente molti iridologi si servono anche della fotografia (iridografia), inadeguata però, secondo i puristi, a fornire tutti i dati accessibili alla osservazione diretta.

Francesco D'Alpa

(10 novembre 2000)


Iridologia: diagnosi o delirio ? di Russell S. Worral, su: "Scienza e Paranormale", 1999, n. 28, pag. 26-33.
Articolo tratto da Skeptical Inquirer, 1983, n.3, pag. 23-35. Minuziosa analisi di un optometrista sui presupposti teorici della iridologia con esaudiente spiegazione di come essa non possa in alcun modo adattarsi alla realtà del corpo umano quale mostrataci dalla anatomia e dalla fisiologia.

"Iridology" di Stephen Barrett, su Quackwatch
http://www.quackwatch.com/01QuackeryRelatedTopics/iridology.html )
Una breve analisi critica della iridologia.