Francis Sgambelluri. Il Testamento di Orazio Guglielmini. Libro primo: “L’indifferenza divina”, Orientalia Bugellae, 2008, pag. 248, Euro 22.00. Libro secondo: “Lo stato predatore”, Controcorrente, 2008, pag. 248, Euro 22.00. (www.francis-sgambelluri.it)

Stando all’autore, “Il testamento di Orazio Guglielmini” non vuole essere un insegnamento, né una scienza, né una filosofia, ma semplicemente una riflessione da condividere, esposta in forma di racconto testimoniale ad un ipotetico interlocutore. Non è tuttavia possibile riferire in breve i tanti contenuti dell’analisi di Sgambelluri; meglio evidenziare alcune tracce, a cominciare da due semplici domande: come funziona la società? cosa sono gli Stati e cosa le Chiese?
La risposta sta nella stessa struttura mentale dell’Homo Habilis che, a differenza dei primati e dei protoumani (che agivano essenzialmente  in base a schemi innati e solo casualmente intervenivano sulla natura) è capace di produrre intenzionalmente nuove idee e mutare di conseguenza sia il mondo fisico in cui vive che l’universo dei rapporti interumani. Con il limite, però, che la cosiddetta convivenza civile, dalle istituzioni politiche ai rapporti sociali e fino a quelli intrafamiliari, sarebbe regolata da un serie di imperativi, funzionali ai  diversi poteri.
Secondo Sgambelluri, Stato e Chiesa, (e conseguentemente politica e religione) sono istituzioni simili, ed operano in modo analogo, sfruttando la naturale esigenza degli uomini a soddisfare i loro bisogni, ma anche creandone di artificiosi. La vulnerabilità umana ed il conseguente senso di paura sarebbero da sempre  le principali molle del pensiero umano. Ma la progressiva presa di coscienza del reale ha imbarbarito l’essere umano in evoluzione. Sin dai tempi più antichi sono comparsi  re, sciamani e sacerdoti, affratellati nel crescente potere sui propri simili, che hanno sempre consolidato con la menzogna, a discapito dei più deboli e sottomessi , schiavizzati; opera facilitata dal fatto che la civilizzazione non ha affatto eliminato le idee parassitarie (che nel caso delle religioni sono puramente fantastiche) di cui si nutrono ancora ampiamente i cosiddetti uomini moderni. Ma nessun Dio esiste e nessuna istituzione ha direttamente a cuore il bene dei singoli.
I due primi volumi dell’opera di Sgambelluri (sui quattro complessivi previsti) si propongono dunque di spiegare (in maniera assai articolata e con abbondanza di riferimenti storici, testimonianze, citazioni) ‘come’ operano le due principali istituzioni di ogni civiltà umana, prima ancora di domandarsi ‘perché’ esse di fatto esistano e possano divenire così pervasive e persuasive. Programmaticamente, il discorso dell’autore vorrebbe muoversi su di uno sfondo non ideologico; ma per ampie parti tuttavia mi sembra fin troppo a senso unico, e svilisce aspetti forse non così negativi del procedere sociale. L’autore non nasconde il suo intimo anarchismo in opposizione alla “barbarie illuminata” degli stati moderni; ma davvero è mai esistita una pace ed uguaglianza primitiva fra gli uomini? O non piuttosto, dobbiamo comunque riconoscere una chiara evoluzione, pur nel sussistere dei molti arcaismi?

Francesco D’Alpa

18 gennaio 2010