Carlo Rizzi
Getsemani. Scene da una rappresentazione profana.
ExCogita Editore, Milano 2007.
Pag. 80 Euro 10
ISBN 978-88-89727-42-3

 

La letteratura cristiana abbonda di opere biografiche sulla Sacra Famiglia, scritte da mistici che hanno colmato con le proprie fantasticherie sentimentali i vuoti del racconto evangelico. Carlo Rizzi, partendo dall’episodio della “passione” segue la via del romanzo storico: ripulendo i fatti accaduti sul Getsemani dalle sovrapposizioni postume del mito soterico, inserendoli nella dimensione storica oggi più accreditata, e restituendoli ad una piena (forse anche più autentica) dimensione profana. Operazione possibile, come altri hanno fatto, solo a partire dalle poche fonti storiche certe, ed in particolare dal solito Giuseppe Flavio. Ed operazione inversa a quanto compiuto dai padri fondatori della chiesa cattolica, che avevano progressivamente sovrapposto alla natura umana di Gesù (fino a nasconderla) una fittizia natura divina, sì da rendere la vulgata cattolica una improbabile menzogna.
Evitando il passo dello storico, Carlo Rizzi confeziona la sua contropassione come la trama di un film il cui protagonista, coscientemente sull’orlo del baratro, rivive in successivi estenuanti flashback (che drammatizzano ulteriormente l’attesa del finale) le tappe principali della sua storia personale (segnata, come nei Vangeli, dalla preconoscenza del sacrificio finale) e di quella della sua stirpe, e rimedita sulla sua fallita missione rivoluzionaria; una ricostruzione per molti versi anch’essa arbitraria, ma non meno plausibile, senza per questo farne, nei propositi dell’autore, una operazione antiteologica, giacché egli riconosce comunque un preciso valore alla religione fondata da Paolo.
L’uso di un linguaggio cinematografico avvicina il racconto al gusto attuale, ma un finale banale, sostituito a quello improponibile dei Vangeli, lo penalizza a mio avviso non poco.

Francesco D’Alpa

11 marzo 2009